Sei in: home page trattamenti tricologici terapia chirurgica STRIP
Terapia chirurgica, trapianto autotrapianto capelli
La cura della calvizie impegna da moltissimi anni i ricercatori nell'intento di individuare un rimedio efficace e duraturo per contrastare la caduta dei capelli e per restituirli nelle aree divenute prematuramente calve.
Questi studi hanno prodotto ultimamente risultati stimolanti come quelli che si ottengono con l'uso della finasteride da sola o associata al minoxidil.
Quando però la terapia è stata insufficiente o è intervenuta troppo tardi, la chirurgia della calvizie assume un ruolo importante e fondamentale, garantendo risultati definitivi ed esteticamente molto apprezzabili.
Tricosolution è sicuramente uno dei centri più all'avanguardia nel trattamento chirurgico della calvizie. L’esperienza della nostra équipe medica, che vanta un curiculum a livello internazionale (Brasile, Italia, Finlandia) è sicuramente il punto di forza per il successo dei vostri interventi.
Il nostro centro provvederà inoltre ad offrire un comodo alloggio per pazienti che provengono da fuori Palermo.


Il trapianto o autotrapianto dei capelli è una tecnica chirurgica che consente di reimpiantare i capelli ripristinando il normale processo di crescita bulbare. [...]
Vedi in basso argomenti correlati:


1)Trapianto capelli 2)Progettare l'intervento 3)Anestesia
4)Prelievo 5)Microinnesti 6)Microfori
7)Impianto 8)Medicazione 9)Post-operatorio
10)Risultati    


Il trapianto dei capelli con metodica Strip

Il trapianto o autotrapianto dei capelli è una tecnica chirurgica che consente di reimpiantare i capelli ripristinando il normale processo di crescita bulbare.
Il trapianto viene effettuato prelevando i capelli dello stesso paziente dalle zone tra la nuca e le orecchie.
I bulbi piliferi di queste zone sono infatti geneticamente refrattari all'azione del diidrotestosterone, l'ormone responsabile della calvizie.
L'intervento, del tutto indolore, viene eseguito in anestesia locale con aghi ad alta tecnologia, chiamata No-Kor Vented Needle, che consentono, dopo aver prelevato i bulbi dallo stesso paziente, di reimpiantarli ad un'alta densità, vale a dire circa cinquemila capelli in un unico intervento.
La quantità di capelli trapiantata è tre volte maggiore rispetto a quella che si può impiantare negli interventi normali grazie alla tecnologia ad alta densità che, avvalendosi di aghi sottilissimi, effettua un numero elevato di incisioni.
Questa quantità di capelli inoltre è sufficiente a coprire una calvizie di media estensione. Ritorna su  



Progettare l'intervento

La pianificazione e progettazione grafica dell'intervento di autotrapianto rappresenta un momento essenziale dello stesso.
Il disegno non deve essere oggetto di un compromesso tra il paziente ed il chirurgo, ma frutto di una scelta meditata con cura.
E' bene discutere del disegno e delle sue possibili modifiche durante la visita e non cinque minuti prima dell'intervento.

Per progettare bene un intervento di autotrapianto non basta aver un buon senso estetico.
Bisogna che il disegno rappresenti un obiettivo reale e che l'intera dinamica del processo di calvizie sia compresa.
I traguardi raggiungibili variano molto da soggetto a soggetto e di conseguenza anche la pianificazione dell'intervento deve essere rigorosamente personalizzata.
I principali aspetti di controversia tra il chirurgo ed il paziente inerenti al disegno sono due: la prima linea e l'ampiezza dell'area da trattare.

La prima linea:
Nel trasferimento dalla regione occipitale alla regione frontale i bulbi conservano le medesime aspettative di vita della regione da cui provengono.
Ciò significa che il trapianto funziona, ma anche che una prima linea così costituita in modo naturale e permanente dovrà adattarsi alle esigenze estetiche del paziente nelle diverse età della sua vita.
Le attaccature troppo basse ed il riempimento eccessivo delle stempiature sono un errore che nel corso degli anni costringe il paziente a correzioni obbligatorie e/o a complicati interventi di eliminazione di innesti troppo anteriori.
Un simpatico chirurgo australiano ha dimostrato, nel corso di un recente congresso, con ricostruzioni al computer, che lui stesso e molti attori di Hollywood sembrerebbero degli imbecilli se avessero conservato negli anni la medesima attaccatura di capelli.

L'ampiezza dell'area da trattare:
Non tutti i pazienti possono avere lo stesso obiettivo, per alcuni un infoltimento, per altri una copertura completa dell'area di calvizie, per altri ancora un ripristino della regione anteriore.
L'ampiezza dell'area da trattare va considerata unitamente al piano operatorio, al numero di interventi, alla densità del sito donatore, ai desideri e all'età del paziente. Ritorna su



L'anestesia

Dal punto di vista del paziente l'intervento di autotrapianto ha un unico difetto: è lungo, e l'anestesia locale può essere fastidiosa in quanto piccole punturine devono essere eseguite lungo la circonferenza della zona da trattare.
Per evitare entrambi questi fastidi la nostra équipe è coadiuvata da un anestesista in grado di far assopire lievemente il paziente, per quei pochi minuti necessari all'esecuzione dell'anestesia; il moderato rilassamento che ne consegue e il corretto posizionamento del paziente su di una poltrona inclinata fanno sì che l'intera esperienza dell'intervento sia vissuta come piacevole e indolore.
Il paziente non dorme, per pochi minuti sperimenta una lieve sonnolenza che passa in pochi minuti senza lasciare alcun intontimento.
La presenza dell'anestesista garantisce il monitoraggio del paziente durante tutto l'intervento.
E' utile la presenza di un anestersista durante l'intervento?
La presenza dell'anestesista è una importante garanzia per il paziente; quest'ultimo ha diritto ad un intervento non soltanto sicuro, ma anche assolutamente sereno, vissuto in modo tale da poter tranquillamente pensare allo stesso come un'esperienza ripetibile. Ritorna su



Il prelievo

Cosa è il prelievo? Il prelievo consiste nell'asportazione di una losanga di cuoio capelluto dalla regione occipitale, i cui bulbi saranno miniaturizzati grazie al lavoro di infermiere specializzate. Occupa una breve parte dell'atto chirurgico, circa 15-20 minuti; la sutura del cuoio capelluto non dà luogo a problemi di cicatrizzazione e il paziente a fine intervento avrà una leggera sensazione di tensione in regione occipitale e nulla più.
Una precisa tecnica di infiltrazione consente di rispettare l'innervazione e la vascolarizzazione di tutta l'area senza recare alcun danno alle regioni circostanti disponibili così per futuri prelievi.
Il prelievo è direttamente proporzionale al numero di capelli che si intende trapiantare; è da anni ormai che si preferisce prelevare il numero di centimetri quadrati necessario per l'intervento, estendendo il prelivo in lunghezza, in modo da sfruttare omogeneamente la regione donatrice occipitale, ma non superando mai 1,5 cm di altezza, per avere così la possibilità di suturare i due margini della ferita, in modo preciso e senza alcuna tensione.

Che densità di capelli si può raggiungere?

La densità di capelli in regione occipitale può variare da individuo a individuo; in genere è compresa tra 65 e 85 Unità Follicolari per cm²: queste ultime, come vedremo, possono variare in dimensione, cosicché da prelievi di egual misura si possono ottenere quantità di capelli molto differenti. Altri fattori influenzeranno la resa finale, il colore, il tipo di capello (liscio o riccio) e lo spessore che può variare tra gli 84 e i 208 micron; rimandiamo per questo al paragrafo relativo a cosa chiedere al chirurgo. Ritorna su



I microinnesti

Osservando ingrandita una piccolissima area di cuoio capelluto ci si accorgerà che i capelli, pur spuntando singolarmente, sono organizzati in piccoli gruppetti ad eccezione della linea frontale: le unità follicolari.
Selezionare gli innesti sulla base di queste unità anatomiche significa trasferire i capelli nella misura più piccola con la maggiore percentuale di successo e una assoluta naturalezza.
La terapia oggi Il trapianto follicolare rappresenta il logico punto di arrivo dopo 30 anni di storia di trapianti.
Si basa sull'identificazione della naturale distribuzione in gruppi dei capelli del paziente, sulla loro accurata dissezione e sul posizionamento nell'area di calvizie secondo una distribuzione e una densità adeguata ad un individuo adulto.
Da un punto di vista microscopico queste unità comprendono da 1 a 4 capelli che formano gruppi distinti avvolti da fibre collagene circonferenziali che prendono il nome di perifollicolo.
I capelli di uno stesso gruppo salgono verso la superficie attraversando un unico canale, dividendosi poi nel tratto finale per spuntare da orifizi distinti. Se questi gruppi sono identificati, il trapianto potrà essere "follicolare", e la comprensione di questa struttura anatomica sarà utilizzata dal chirurgo a vantaggio del paziente. Vediamo quali sono i principali benefici:

· La cute senza capelli non sarà trapiantata inutilmente
· Le incisioni nel sito ricevente saranno ridotte
· La diffusione di nutrienti ai follicoli sarà maggiore
· Le crosticine post-operatorie diminuiranno in dimensioni e tempo
· Gli innesti potranno essere posizionati più vicini gli uni agli altri
· Un maggior numero di innesti potra essere mobilizzato per ogni sessione.

Il numero di follicoli per centimetro quadrato è compreso in media tra 60 e gli 80 ed è un parametro assai meno variabile del numero di capelli.
In un paziente con un'alta densità saranno presenti un alto numero di follicoli da 3 e da 4 (200-250 capelli per cm²), viceversa in un paziente con densità più basse saranno presenti maggiormente follicoli da 2 e da 3 (140-180 capelli per cm²). Ritorna su



I microfori

Più comunemente chiamate "slit", le sottili incisioni che vengono realizzate nell'area di calvizie rappresentano una fase decisionale dell'intervento: si stabilisce infatti in questo momento la densità di ciascuna area, l'inclinazione del capello e la dimensione della microincisione in rapporto al tipo di innesto che sarà poi posizionato al suo interno.
E' assai facile comprendere il concetto di incisione, uno spazio adatto ad accogliere il follicolo che nel frattempo viene preparato. Soffermiamoci sulle caratteristiche principali di questo recipiente:

La proporzionalità:

L'innesto deve "calzare" l'incisione così come il piede il giusto numero di scarpe; se l'incisione è troppo stretta l'innesto tenderà a risalire verso la superficie, viceversa se l'incisione è troppo larga l'organismo provvederà a riempire lo spazio circostante, e in superfice la formazione della crosticina sarà più grande del necessario.
La dimensione delle incisioni va testata in rapporto al calibro degli innesti; il chirurgo deve disporre di un numero di lame di diverse dimensioni in modo da poter fronteggiare ogni esigenza.

La giusta profondità:
La profondità dell'incisione deve essere quella dell'innesto; per quanto questo concetto si richiami a quello precedente, va ricordato che proteggere in profondità il cuoio capelluto significa proteggere i vasi profondi e i nervi e ridurre quasi a zero il sanguinamento, preservando così tutta la vitalità del tessuto che andrà a circondare l'innesto, e garantendo la più alta percentuale di crescita.
Il chirurgo può adottare lame con uno "stop" o segnate per evitare di approfondire inutilmente le incisioni.

La disomogeneità:
Le incisioni in prima linea non devono essere in linea ma devono riprodurre la naturale disomogeneità dell'attaccatura frontale.
In questa fase si stabilisce la distanza tra gli innesti e, di conseguenza, la densità di ciascuna area; si valuta la corretta inclinazione e direzione del futuro capello.
Questo lavoro è svolto in continuo rapporto con il personale addetto al taglio, in modo che il numero di incisioni sia uguale al numero di unità follicolari realizzate: oggi è possibile ottenere effetti naturali sin dalla prima sessione, ma, nonostante l'impegno microchirurgico, densità ideali in prima linea si ottengono con almeno due o talvolta tre sessioni.
In sessioni dense è possibile posizionare tra i 15 e i 25 innesti per cm² con una resa variabile in rapporto al tipo di unità follicolari utilizzate.
Alcuni chirurghi si sono spinti anche oltre questi limiti, ma mai di routine. E' bene che il paziente si renda conto delle possibilità attuali della microchirurgia senza enfatizzarle a dismisura. Ritorna su



L'impianto

La fase di impianto o posizionamento degli innesti richiede abilità, pazienza, ritmo, concentrazione. Solo il continuo allenamento permette al chirurgo di "alzare" i numero di innesti che è in grado di posizionare, offrendo se necessario sessioni più cospicue, né più né meno di un corridore che aggiunge di allenamento in allenamento velocità e chilometri alla propria azione.

Quale è la percentuale di "attecchimento"?
Oggi il posizionamento degli innesti avviene con uno strumentario e una tecnica molto delicata e la sopravvivenza si avvicina al 100%. Esistono diverse tecniche di inserimento e le due più diffuse ed efficaci prevedono l'inserimento di coppia.
Nella prima, "open and place", il primo operatore allarga la minuscola incisione con delle pinzette e il secondo fa scivolare l'innesto nel suo interno parzialmente; il primo operatore completa il movimento di morbido approfondimento dell'innesto mentre il secondo si prepara a posizionare il successivo. La seconda tecnica, "stick and place", inadatta alla linea frontale, consiste nell'unificazione delle fasi di preparazione del foro e di innesto.
L'affiatamento tra i due operatori è di fondamentale importanza per avere ritmi medi di inserimento compresi tra i 5 e i 10 secondi per innesto, lievemente più alti se il trapianto presenta fattori di difficoltà aggiuntivi (capelli circostanti lunghi o ricci).
*Gli innesti ben conservati in soluzione fisiologica e refrigerati possono sopravvivere ore ed ore senza alcun danno.
Il tutto avviene con uno strumentario e una tecnica molto delicata e la sopravvivenza si avvicina al 100%. Ritorna su



La medicazione

Nella maggioranza dei casi la medicazione consiste in un una sottile benda elastica, simile a quella da tennista, per mantenere una compressione omogenea nella zona di prelievo; non c'è in genere alcuna medicazione nell'area di trapianto.
Non medicare il paziente con un bendaggio completo è di notevole aiuto pratico per il paziente che deve, in tempi brevi, ritornare all'attività lavorativa.
La presenza o meno del bendaggio non è, come si potrebbe pensare, una scelta del chirurgo o una sua abitudine più o meno prudente, ma una conseguenza diretta del tipo di intervento eseguito. Abbiamo rimarcato più volte, nella descrizione della fase di realizzazione dei microfori, quanto sia importante ai fini del risultato una perfetta congruenza tra la dimensione del microforo e quella dell'innesto; se questa esiste e se l'innesto è già ben stabile a fine intervento la medicazione è superflua: un comune disinfettante a base di iodio, che crea una sottile pellicola di rivestimento sull'area trapiantata, è quanto basta per dimettere il paziente.
Esistono alcune eccezioni, circa il 10% dei casi, in cui può essere consigliata una medicazione completa, tipo turbante, sino al mattino; in genere queste riguardano i pazienti che hanno il sonno molto agitato, quelli operati al pomeriggio nella regione di vertice, quelli che semplicemente si sentono più tranquilli o infine nei rari casi di instabilità degli innesti.
Senza il bendaggio i capelli ancora presenti nell'area trattata e quelli delle aree circostanti possono essere pettinati in modo da mascherare l'area di trapianto; la fascia da tennista può essere tolta 12 ore dopo l'intervento.
Per crescere senza difficoltà gli innesti devono essere stabili e ciò è garantito dal tipo di intervento e non da una benda. Ritorna su



Il post-operatorio

Nel periodo post-operatorio, al paziente viene prescritta una semplice terapia al fine di prevenire il rischio di infezione, leggeri mal di testa o gonfiori nella regione frontale.
I piccoli segni dell'intervento, variano tra soggetti calvi e soggetti diradati scomparendo nell'arco di una-due settimane nei primi e in pochi giorni nei secondi.

Cosa si vede dopo l'intervento? Il post-operatorio è spesso la maggiore preoccupazione dei pazienti; se i segni dell'intervento dovessero essere evidenti essi si troverebbero nella condizione di dover render conto delle proprie scelte a parenti e amici.
Oggi la maggioranza dei pazienti diradati può tranquillamente riprendere il lavoro senza che nessuno si accorga dell'intervento eseguito; per i soggetti dalla calvizie più avanzata l'intervento può essere confuso con una dermatite.
Nel periodo post-operatorio bisogna attendere con pazienza che le piccole crosticine si distacchino senza traumi shampoo dopo shampoo, e sopportare il lieve prurito del terzo-quarto giorno dopo l'intervento. I punti di sutura vengono rimossi dopo 14 giorni e per quanto l'uso di suture riassorbibili sia stato assai di moda, oggi si preferisce l'uso di suture in nylon che irritano meno la cute e sono poi rimosse in modo indolore.

Precauzioni: Due le precauzioni da osservare nel periodo post-operatorio, che riguardano l'esposizione al sole e alle polveri: Il sole determina l'abbronzatura del cuoio capelluto come di ogni altra parte del corpo; nel caso ciò avvenga durante la fase di guarigione delle incisioni o del loro moderato rossore nei due mesi successivi, queste ultime possono intrappolare nel loro interno del pigmento, rimanendo leggermente più scure ad abbronzatura passata.
Le polveri è bene che non raggiungano un tessuto in fase di guarigione; pertanto per almeno due settimane bisogna evitare di rimanere scoperti in ambienti polverosi. Un cappellino da baseball o una coppola rappresentano la soluzione ideale per entrambi i problemi. Le visite di controllo si eseguono il giorno dopo l'intervento, dopo due settimane, dopo 2-3 mesi, dopo 5-6 mesi e dopo 1 anno.
Non bisogna avere fretta di vedere il risultato dell'intervento: i capelli sono organi asincroni, ovvero hanno dei cicli sfasati di crescita, impedendo così all'uomo di avere le mute come alcuni animali. Così, anche nel paziente trapiantato la crescita non inizia ordinatamente allo scoccare delle dieci settimane ma copre un periodo più o meno lungo compreso tra le 10 e le 16 settimane.
Prima del sesto mese i giudizi sull'efficacia del trapianto dovrebbero essere rinviati, e l'ansia contenuta con fiducia; i risultati migliorano ulteriormente sia per densità che per qualità sino ad un anno di distanza dall'intervento. Ritorna su

contenuti tratti da www.calvizie.net



I risultati
Queste sono fotografie di alcuni pazienti operati dai nostri chirurghi: Ritorna su



Diagnosi tricologica
Terapia medica tricologica
Terapia chirurgica, trapianto capelli, autotrapianto capelli
Epilazione con laser o luci pulsate
Rimozione teleangectasie con laser
Trattamento laser resurfacing
Fotoringiovanimento IPL
Trattamento antirughe Botox
Trattamento antirughe fillers con acido ialuronico
Biorivitalizzazione
Trattamento Iperidrosi
Richiedi una consulenza medica on-line
Richiedi una consulenza medica on-line
Prenota on-line la tua visita
Prenota on-line la tua visita
Cerca punto vendita Tricosolution
 
 

Home page | Privacy | Chi siamo | Contatti | Sitemap | Links

Copyright 2007 © - Tricosolution Centro Medico di Tricologia - Email webmaster

Fai di questa pagina la home page iniziale del tuo browser Segnala questo sito ad un amico Aggiungi ai preferiti Per la corretta visualizzazione di questo sito è necessario installare Flash Player. Clicca qui per scaricarlo.